Sarà che comincio ad avere un rapporto un po’ speciale con la Marcos y Marcos, sarà che comprendo sempre meglio la politica di questa Casa Editrice e l’oculata scelta dei suoi autori… sarà… ma quest’ultima fatica letteraria del simpatico Cristiano Cavina (quello di “Alla Grande” vincitore del Premio Tondelli nel 2006, o di “Nel Paese del Tolintesàc” per capirci meglio) è una piccola perla di dolce e, allo stesso tempo, malinconico romanticismo.
Una di quelle storie, insomma, che sanno dove andare a parare, che non perdono l’orientamento tra le pagine, che attraccano senza esitazioni nel porto della nostra memoria. E li sostano. Per fare festa.

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