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“Il lato oscuro del centauro – 100 anni di Primo Levi” la nuova raccolta poetica

PRESENTAZIONE ALLO SPECCHIO

In occasione del centenario dalla nascita di Primo Levi, esce “Il lato oscuro del centauro” (Ed. La Vita Felice, Milano), la mia ultima raccolta poetica. Il libro non è soltanto un omaggio in versi ad uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900, ma anche un testo ricco di spunti storici e di curiosità sulla vita dell’autore. Continua così idealmente il percorso iniziato nel 2017, con la pubblicazione de “La crudeltà dei deboli”, dove poesia e informazione procedono insieme sullo stesso passo, grazie a note in calce che sapranno arricchire l’esperienza del lettore.

Ma veniamo alle domande:

1) Di cosa parla “Il lato oscuro del centauro”?
Parla metaforicamente di un viaggio, un viaggio lungo 50 testi poetici attraverso i quali potremo accompagnare Primo Levi dalla nascita al mistero della sua morte, passando ovviamente per l’esperienza traumatica e formativa del lager.
Parla, però, anche di qualcosa che va oltre il semplice approccio biografico.
Parla di un uomo alle prese con le proprie debolezze e le proprie certezze.
Parla di amore e di sensi di colpa, di luminosa genialità e dell’ombra della depressione.
Ma soprattutto ci interroga su quanto sia difficile fare i conti con noi stessi e con la malvagità che inevitabilmente ci abita nel nostro essere umani. Un esame di coscienza che richiede uno sforzo -sia pratico, che di onestà intellettuale- di fronte al quale spesso non sembriamo pronti.
Forse perché prendere una posizione in grado di liberarci dal nostro immobilismo ci espone ad un impegno del quale non riusciamo a determinarne la portata.
O perché abbiamo paura di scoprire cosa potremmo fare agli altri, se vinti dal male.
Levi, su questo argomento, sa essere davvero illuminante.

2) Perché ho trattato questo argomento?
Primo Levi è un autore che ho sempre amato e stimato. In qualche modo, perciò, questo libro vuole essere un attestato di stima nei suoi confronti. Ci sono centinaia di saggi che lo vedono protagonista, ma la poesia non credo lo abbia ancora celebrato abbastanza. Poesia, tra l’altro, a cui l’autore torinese era particolarmente legato, perché proprio attraverso di essa si approcciò per la prima volta alla scrittura, così come la riscoprì negli ultimi mesi della sua esistenza.

3) Perché “centauro”?
Perché, come Levi stesso afferma, la sua vita è stata caratterizzata da una duplice natura, una natura -appunto- centaurica: di scrittore e di chimico, principalmente.
Ma non soltanto.
Leggendo e studiando la sua biografia, ci si rende presto conto, infatti, che il tema del doppio si manifesta incessantemente durante la sua esistenza.
Da ragazzo era inibito con l’altro sesso, ad esempio, ma dimostrava coraggio scalando montagne, insieme ai suoi amici. Durante la permanenza nel campo di concentramento, invece,  provò la sensazione di sentirsi mezzo uomo e mezza bestia. Infine, nella seconda parte della sua vita, si divise vestendo i panni sia del testimone, capace di parlare con maestria ai ragazzi nelle scuole, sia dell’ex-internato, che covava spettri nel proprio silenzio interiore.

4) Cosa mi aspetto dalla pubblicazione?
Spero che il lettore colga quanto sia importante l’insegnamento datoci da Levi, la cui storia è ancora oggi in grado di assurgere a liquido di contrasto nei confronti del nostro odioso disinteresse verso il prossimo. Un veleno che, come quello di Auschwitz, ci impone di perpetuare la via della memoria alla ricerca di un pensiero che si traduca in azione. Di un antidoto efficace, insomma, che un giorno possa salvarci dalla “zona grigia” dell’omologazione e dell’indifferenza.

E ora, un paio di testi direttamente da “Il lato oscuro del centauro – 100 anni di Primo Levi” (Ed. La Vita Felice, 2019 – Euro 12,00)

Torino, 31 luglio 1919 (*)

Tu non lo potevi sapere,
dallo schiuso entroterra
si è fatto forma il destino,
il tuo, prima del calco avito
della madre e poi nel grido.

La casa di Corso Re Umberto,
i muri come turriti, di guscio
e tutti quei ritorno che vedrai
saranno per te il filo dei passi,
lo stare dritto, senza rete sotto.

Nei tuoi chiaroscuri, il verbo
nonché la logica della chimica
diverranno nepente e porranno
un riparo, là dove più l’umano
smetterà di vedere se stesso.

Così, in ogni anno a seguire
rimarrà in te, nella costanza,
quella necessitudine di portare
via dagli occhi delle persone
i dubbi e la fermezza nel bene.

Nulla della natura che ci abita
infatti, procede senza scoprire
in noi il proprio opposto ed è
quanto preme e quanto saprai
per certo, finché vita sarà stata.

(*) È la data di nascita di Primo Levi. L’autore viene partorito presso la sua casa torinese di Corso Re Umberto n. 75, in cui abiterà praticamente tutta la vita.

Zurückschlagen(**)

L’hai visto una mattina nella distanza
tenuta lunga dei passi, giunto appena
con i pochi minuti di terrore addosso
che a volte ingannano e poi gonfiano
contro gli schiaffi il petto di coraggio.

Così è un lampo quel guizzo spiegato
fatto per non starsene lì, negli occhi
ma scagliare incauta la sua fiamma
con tutto il proprio fragore di sasso
nelle dita, nel grido sordo del pugno.

La guardia che s’accorge della terra,
che ne assaggia l’aria nei centimetri
come i cani, salivando il sangue a filo
torna a dirti dell’uomo quasi spento
in te, non più codificato all’esistenza.

E stringi le labbra, patisci per quanto
sia troppo rapido il baleno, l’istante
prima che sia durissima la tempesta
e lui divenga d’un tratto sottovento
quanto gli alberi squassati, sui rami.

(**) Termine tedesco che significa “reazione” da parte degli internati ai maltrattamenti. Cosa, peraltro, assolutamente intollerabile per i nazisti e che spesso viene in mente soltanto ai nuovi arrivati in lager, non ancora piegati dal sistema concentrazionario. Chi si ribella deve diventare un esempio: così altre guardie accorrono in difesa del compagno e il colpevole viene percosso con rabbia e metodo, finché domato o morto.

Dove acquistareIl lato oscuro del centauro – 100 anni di Primo Levi“:

Calendario Presentazioni/Incontri

  • Sabato 26 gennaio 2019, ore 19: anteprima de “Il lato oscuro del centauro” a Pietole di Virgilio, presso il Centro Sociale “Il Tiglio” in Piazza Adua nr. 2 (vedi fronte e retro della locandina);
  • Domenica 5 maggio 2019, ore 19: rassegna poetica e musicale “Poeme électronique“, presso il locale Kowalski di Genova, in Via dei Giustiniani 3R (vedi locandina);
  • Presto nuove presentazioni da fissare!!

Recensioni/Interviste/Stampa

  •  26 gennaio 2019, Gazzetta di Mantova: “Il lato oscuro del centauro. Ricordando Primo Levi” (leggi)

Approfondimenti

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